LA SCLEROTERAPIA

La scleroterapia è indicata anche per il trattamento delle teleangectasie degli arti inferiori, nonostante l’alto rischio di complicanze quali matting ed iperpigmentazioni e risultati non sempre soddisfacenti, in quanto si tratta di una metodica sicura e poco costosa.

Risultati migliori si otten-gono tenendo presente la necessità di un accurato inquadramento diagnostico (anamnesi, esame clinico e strumentale) volto soprattutto ad individuare la presenza di reflussi maggiori. È importante, altresì, la scelta del farmaco più idoneo nelle concentrazioni e dosi adeguate.

Bisognerà pertanto attenersi ad alcune linee guida:

  • un buon risultato terapeutico è sempre relativo ad un corretto inquadramento diagnostico nella Insufficienza Venosa Cronica. Le teleangectasie sono associate alla presenza di Venulae Comites o varici reticolari, anche quando non sono visibili all’esame obiettivo.

  • Nella maggior parte dei casi le fonti di reflusso, situate alla base delle teleangectasie arborescenti, sono individuabili come comunicanti incontinenti.

  • È sempre utile individuare le vene reticolari, in particolar modo se non visibili all’esame obiettivo, tramite la transilluminazione cutanea.

  • Bisogna sempre iniziare il trattamento scleroterapico dalla base delle teleangectasie e cioè nelle varici reticolari.

  • Un risultato terapeutico definitivo è legato all’eliminazione del reflusso, ciò consente anche di ridurre il numero delle sedute e l’incidenza di complicazioni.

  • È opportuno iniziare la terapia con basso dosaggio e basse concentrazioni che, in seguito, potranno essere modificati.

La terapia viene effettuata con paziente in posizione supina e con una buona fonte di illuminazione, è consigliabile disinfettare la cute con alcool che, per la vasodilatazione che produce, rende i vasi più visibili. Le siringhe da insulina da 1 ml e gli aghi 27-30 G da 4 mm consentono la giusta velocità di iniezione ed il corretto dosaggio, a garanzia di esecuzioni delicate. È di fondamentale importanza la scelta dei punti di iniezione, per i quali si terrà conto della presenza di piccole vene comunicanti al centro di teleangectasie araneiformi o puntiformi, ed alla base di quelle arborescenti. Si terrà conto anche della direzione del flusso e, quindi di vene afferenti e di vene efferenti. Le iniezioni vengono effettuate vicine tra loro. Non si deve aspirare il sangue per evitare la rottura del vaso, mentre è consigliata la tecnica air-block. La zona trattata non deve essere superiore a 2-3 cm di diametro per iniezione. Le sedute vengono effettuate con frequenza settimanale. Occorre porre sull’aerea trattata un batuffolo di cotone trattenuto da cerotto anallergico per determinare compressione. È consigliabile l’uso di tutore elastico I classe nel caso di IVC, altrimenti è sufficiente la calza elastica a compressione graduata.

 La maggiore difficoltà si incontra nel trattamento delle teleangectasie rosse e filiformi e nel matting, negli altri casi i risultati sono buoni.

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