Le vene varicose sono soltanto un problema estetico o anche funzionale?

Probabilmente nelle fasi iniziali le vene varicose possono rappresentare prevalentemente un problema estetico, anche se in realtà rappresentano sempre un problema funzionale.


Le vene varicose  andrebbero sempre curate e sopratutto valutate nelle fasi iniziali?

Senz’altro curarle nella fase iniziale rende più semplice il compito del flebologo e consente risultati migliori; non sfuggono d’altronde quelle che sono le comuni complicazioni della malattia varicosa: come tromboflebiti, ulcere, ipodermite sindrome post flebitica.


Le vene varicose vengono classificate solo sotto l’aspetto ereditario?

Non è dimostrata una precisa ereditarietà ma è senz’altro riconosciuta una familiarità; è molto probabile che in una famiglia in cui la madre sia affetta da vene varicose alcuni dei figli possano presentare una situazione varicosa e se anche il padre è affetto da analoga patologia, allora le possibilità aumenteranno senz’altro.


E’ utile controllare i figli prima che si manifestano i segni di una malattia varicosa?

È utile controllare con un ecodoppler i ragazzi che presentano più probabilità di essere affetti da una malattia delle vene; anche se questo problema riguarda di più le ragazze che potrebbero poi scoprire in corso di gravidanza di essere affette da una malattia varicosa.


La gravidanza rappresenta un rischio per chi è affetto da vene varicose?

La gravidanza rappresenta uno dei fattori di rischio principali per la malattia varicosa: le modificazioni ormonali e l’aumento di volume dell’utero può determinare un significativo aggravamento della patologia varicosa, ecco perché le pazienti con questo problema devono essere seguite fino al termine della gestazione.


Vi sono altri fattori di rischio per la donna in gravidanza?

L’obesità, la sedentarietà, gli squilibri ormonali, la terapia sostitutiva ormonale in menopausa e una trombofilia familiare sono tutti fattori che devono essere tenuti sempre in grande considerazione.


Gli anticoncezionali orali non possono essere utilizzati da chi soffre di malattia delle vene?

No, ma ogni caso deve essere sempre ben valutato attraverso una accurata anamnesi personale e familiare, degli esami strumentali ed ematochimici; deve essere poi sempre tenuta in conto l’importanza di una terapia ormonale che molte volte rappresenta una cura per patologie ginecologiche e non solamente uno scopo anticoncezionale. È sempre molto importante che vi sia un continuo scambio di vedute tra il ginecologo ed il flebologo ma questo vale anche per tutti gli altri problemi che possono interessare un paziente e che coinvolgono il flebologo.


Che cosa sono le vene varicose?

Sono delle vene dilatate e tortuose nelle quali aumenta la pressione venosa per un malfunzionamento delle valvole che non riescono a trattenere il sangue, di conseguenza invece che andare dal piede verso il cuore tende a refluire in basso.


Basterebbe sostituire le valvole per arrestare la malattia?

In un certo senso si, in realtà molto spesso non sono ammalate o assenti le valvole, ma è la parete della vena che tende a dilatarsi e quindi non permette più il combaciare delle alette delle valvole.

L’idea di sostituire le valvole non è nuova, già da molti anni si segue anche questa strada e sono utilizzati al giorno d’oggi anche degli interventi che propongono una ricostruzione delle principali valvole.


Che relazione c’e’ tra vene varicose e capillari?

In realtà sono due patologie distinte e separate anche se molto spesso è possibile ritrovarle nelle stesse donne, ma anche spesso possiamo vedere donne con vene varicose senza capillari, così come donne con numerose arborizzazioni ma senza vene varicose. I capillari, in gergo tecnico teleangectasie rappresentano uno dei motivi principali per il quale le donne si rivolgono al flebologo; sono senz’altro in rapporto agli ormoni (progesterone ed estrogeni) ma non è chiara con certezza la causa che li determina.

È stato ipotizzato un danno del microcircolo ma in realtà questo non è stato con certezza identificato; nella maggioranza dei casi rappresentano soltanto un danno estetico senza alcuna manifestazione funzionale.

Vanno ovviamente escluse quelle malattie che possono presentare le teleangectasie nel corredo sintomatologico.


Le vene varicose e le teleangectasie devono sempre essere curate?

Io penso che ogni caso vada valutato singolarmente. La tecnologia attuale sia chirurgica che scleroterapeutica consente di ottenere degli ottimi risultati sia estetici che funzionali senza necessità di anestesia generale o di ricovero e con rischi pressochè zero; ciò consente di allargare il campo delle indicazioni anche a pazienti che dieci anni fa avremmo escluso per l’età o per fattori di rischio associati.

Bisogna sempre considerare le implicazioni psicologiche; molto spesso si tratta di ragazze molto giovani che risentono pesantemente degli inestetismi che le affliggono che pur non rappresentando un problema funzionale devono, dal flebologo, essere tenuti nel dovuto conto ed eventualmente trattati.

Un esempio analogo è rappresentato dalle donne anziane che sempre più spesso si rivolgono al flebologo per migliorare l’aspetto delle proprie gambe ed anche in questo caso non dobbiamo sottovalutare l’importanza di una richiesta di cura.

Lo sviluppo di tecniche sempre più conservative ed eseguibili come day surgery consente di curare pazienti sempre più anziani che un tempo erano destinati molto spesso a cure esclusivamente mediche di tipo conservativo; oggi possiamo rapidamente risolvere un problema di ulcera con un innesto di pelle in anestesia locale o una tromboflebite sempre con un intervento in anestesia locale.


Le vene varicose devono essere sempre operate?

Assolutamente no, l’intervento chirurgico deve essere riservato a quei casi in cui la situazione è in fase molto avanzata e non c’è possibilità di un recupero con la terapia medica e la scleroterapia.


La terapia medica, in cosa consiste?

Anche in questo caso sono stati fatti notevoli passi avanti per quanto riguarda la terapia farmacologica; abbiamo oggi a disposizione dei flebotonici che danno ottimi risultati nel ridurre il senso di peso, il bruciore e l’edema; in particolare risultano molto efficaci i flavonoidi e tutti quei farmaci che fluidificano il sangue.


Si parla molto di terapie naturali: sono inutili?

Al contrario io ritengo particolarmente utili i fitoterapici e l’omeopatia, il cipresso, i mirtilli, l’hammamelis, l’arnica sono molto attivi ed indicati nella patologia venosa.

Ultimamente alcune riviste di alto rilievo scientifico hanno presentato studi sugli effetti di alcuni fitoterapici; sono stati presentati i risultati degli effetti del ginko biloba e dell’ iperico ed hanno dimostrato che il primo è efficace come vasodilatatore ed antiaggregante ed il secondo come antidepressivo. Ma anche i fitoterapici devono essere utilizzati esclusivamente dagli specialisti.


La scleroterapia è rischiosa?

Eseguita correttamente e su un paziente che viene ben studiato sia come emodinamica che come esami di laboratorio non presenta rischi particolari se non quelli, peraltro rari, di una reazione infiammatoria localizzata o di una reazione allergica.

La scleroterapia, al contrario di quello che si pensa, non è assolutamente dolorosa, non prevede nessun periodo di riposo e sono molto rare le controindicazioni.


Il laser è superiore alla scleroterapia nel trattamento dei capillari?

Ogni due o tre anni vengono proposti dei nuovi laser che promettono risultati strepitosi nel trattamento dei capillari e delle piccole varici ma i risultati, nella realtà, sono ancora molto scadenti e decisamente inferiori a quelli ottenibili con una buona scleroterapia.

Nuovi farmaci a nostra disposizione possono migliorare ancora i risultati di una scleroterapia, come qualche volta il laser può rappresentare una buona metodica complementare per integrare la scleroterapia.


Le calze elastiche fanno sempre bene o qualche volta devono essere evitate?

Le calze elastiche rappresentano, nel caso delle vene varicose, un presidio terapeutico molto importante; vanno ovviamente prescritte in rapporto alla situazione clinica ed emodinamica del paziente. Non ci sono delle controindicazioni assolute ma il flebologo deve scegliere il tipo di compressione, il livello della stessa, il tessuto, ed escludere la presenza di una eventuale concomitante arteriopatia.

Anche in questo caso negli ultimi anni si è osservato un fiorire di calze elastiche sempre più efficaci e più belle.


Come prevenire le vene varicose?

Innanzitutto una corretta alimentazione ricca di fibre e vitamina C, e molta attenzione al peso: l’obesità è uno dei fattori di rischio principali.

Bisogna sempre verificare l’appoggio del piede che rappresenta una pompa periferica e la cui efficienza è particolarmente importante per il benessere delle vene; vanno perciò evitate tutte quelle scarpe, molto di moda ora, che non consentono di flettere correttamente il piede.

La scarpa ideale è il classico mocassino da donna con un tacco di circa 3 – 4 centimetri. Il consiglio migliore è quello di camminare il più possibile.


L’uso prolungato degli stivali, di gran moda oggi, possono causare danni alle gambe?

Vi sono vari fattori da valutare: per esempio se una magra indossa stivali larghi non ci sono problemi, perché non aumenta la temperatura della gamba in misura significativa, al contrario in una persona con sovrappeso le cose cambiano in quanto si determina un aumento della temperatura locale.


Paradossalmente degli stivali aderenti ma leggeri possono comportarsi come un gambaletto elastico.