Flebologia oggi, un salto nel futuro

di a cura di Mario Caruso


Organizzato dal professore Lanfranco Scaramuzzino, chirurgo vascolare di Napoli, dalla Società Italiana di Flebolinfologia Silf, dall’Università Magna Graecia di Catanzaro, dall‘Associazione Diabete Junior Campania, si è svolto a Napoli il Congresso Flebologiaoggi 2015.

È un incontro che si ripete ogni anno da oltre 25 anni con la partecipazione dei migliori specialisti italiani e francesi.

Il Congresso è stato aperto dal professore Carlo Tremolada, ricercatore milanese e collaboratore del professore Camillo Ricordi di Miami, con un attento focus sulla situazione attuale e futura delle cellule staminali, in particolare per le problematiche legate al diabete.

Trattati argomenti di nuovi anticoagulanti orali dalla dottoressa  napoletana Antonella Tufano per il trattamento delle trombosi e dei risultati degli studi degli ultimi anni.

E novità anche per quanto riguarda il trattamento delle arteriopatie degli arti inferiori e delle ulcere presentate dal professore Francesco Spinelli, ordinario di Chirurgia Vascolare del Campus Biomedico di Roma, esperto di salvataggio d’arto.

Il dottore Caloprisco, di Treviso, precursore nel trattamento con i fattori piastrinici PRP ha relazionato degli straordinari risultati di questa terapia, semplice, economica e senza rischi, nel trattamento delle ulcere, delle patologie osteo-articolari, delle parodontopatie, delle neuropatie e della rivitalizzazione cutanea.

Su gli innesti- epidermici, autologhi, omologhi, con derma porcino per il trattamento delle lesioni cutanee difficili è intervenuto il professore Lanfranco Scaramuzzino cui ha fatto seguito l’esperienza internazionale della dottoressa Tiziana Ascione, napoletana, nel trattamento delle infezioni della pelle.

Nel pomeriggio tavola rotonda e serrato confronto tra metodiche conservative (professore Claude Franceschi, Parigi), Laser 1470 con fibre radiali (professore Francesco Zini, Parma) e scleroterapia ecoguidata (professore Michele Del Guercio, Napoli).

Nel corso del convegno si è parlato anche di laser che cambiano, si perfezionano e si completano con risultati validati da specialisti e pazienti e anche di laser utilizzati in campo flebologico.

«Rappresentano una novità importante negli ultimi due anni – chiarisce il professore Lanfranco Scaramuzzino – perché i laser utilizzati in passato hanno garantito dei risultati modesti. Direi quasi scadenti perché la percentuale di occlusioni della safena era bassa e il post operatorio doloroso per il paziente.

Da un anno e mezzo in campo flebologico utilizziamo il laser 1470 con fibre radiali e i risultati ottenuti  con questa strumentazione sono totalmente diversi da quelli del passato».

«Il laser 1470 con fibre radiali ha bisogno di potenze nettamente inferiori rispetto ai precedenti diodi.

Questo per chi si sottopone a un trattamento flebologico significa minori rischi, minore danno termico e miglior decorso post-operatorio.

I risultati poi sono particolarmente incoraggianti perché il laser 1470 con fibre radiali distribuisce il raggio laser a 360 gradi favorendo l’occlusione della vena. I precedenti laser lavoravano invece solo con fibre frontali: questo spiega perché i risultati ottenuti in passato erano scadenti rispetto a quelli che oggi uno specialista ottiene con il laser a fibre radiali. L’intervento ha una durata contenuta perché in genere non supera i 20-25 minuti e per la paziente è necessaria solo una leggera anestesia locale».

«Rispetto al passato sono cambiate tante cose – conclude il professore Scaramuzzino – perché disponiamo di strumenti moderni come l’ecocolordoppler, il laser, la luce polarizzata che ci garantiscono maggiore conoscenze sui problemi dei nostri assistiti.

Oggi anche con nuovi farmaci curiamo l’insufficienza venosa e se siamo costretti a chiedere al paziente di prendere posto sul tavolo operatorio sappiamo che di solito non verrà sottoposto ad anestesia generale e a lunghe immobilizzazioni. La flebologia riesce a fondere il benessere con la bellezza, perché il problema è prevalentemente femminile considerando che solo il 30 per cento sono maschi».

Nel corso della Tavola Rotonda, sul trattamento della insufficienza venosa, confronto serrato tra metodiche conservative (Chiva professore Claude Franceschi – Parigi). Sul Laser 1470 con fibre radiali (professore Francesco Zini – Parma). Scleropatia ecoguidata (professore Michele Del Guercio – Napoli).

Il Congresso si è concluso con una lettura della dottoressa Marzia Lugli di Modena che testimonia eccezionali risultati raggiunti negli ultimo anni dal gruppo modenese su pazienti in condizioni catastrofiche.

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Rassegna Stampa “Flebologia Oggi 2015” :