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LANFRANCO  SCARAMUZZINO

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Piede e ritorno venoso

2020-03-06 23:00

Lanfranco Scaramuzzino

flebologia, piede, postura, malappoggio, vene,

Piede e ritorno venoso

L'importanza fondamentale del piede per il benessere del sistema circolatorio delle gambe

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Lanfranco Scaramuzzino

 

Se ben si conosce il meccanismo che spinge il sangue nei vasi periferici del nostro corpo distribuendo ossigeno ai tessuti poco si conosce del ritorno del sangue ormai povero di ossigeno quando viene utilizzato dai muscoli e deve ritornare ai polmoni per ricaricarsi ed al cuore per ritornare in circolo. E’ il piede che svolge la parte iniziale e piu’ importante di questo viaggio. Un ingranaggio perfetto composto da ventisei ossa, muscoli e complesse articolazioni: il piede è il motore che genera la spinta e assieme alle “pompe veno muscolari” della gamba favorisce il ritorno del sangue al cuore. Una funzione che non tutti conoscono, e quindi sono in molti a ignorare che i nostri piedi, non solo ci permettono di avanzare, ma determinano anche il benessere di vene e arterie. Ecco perché, alterazioni dell’appoggio plantare come il piattismo o l’equinismo, determinano spesso condizioni che non favoriscono il ritorno veno-linfatico, causando un’insufficienza venosa e allo stesso tempo una situazione di stasi che contribuisce a peggiorare il quadro complessivo.

Il piede e’ un vero e proprio complesso motore.

Durante l’appoggio il sangue povero di ossigeno viene spinto verso la gamba e deve vincere la forza di gravita’ per risalire ai polmoni e al cuore ; questo sangue che viaggia nelle vene viene catturato da una serie di sistemi muscolo venosi chiamati “ pompe veno-muscolari, che come delle staffette permettono la risalita del sangue fino all’addome dove entra in gioco un secondo sistema che attraverso un meccanismo aspirativo legato alla respirazione permette finalmente al sangue di raggiungere i polmoni dove viene rigenerato e preparato al “ nuovo viaggio “.

Un sistema perfetto che presuppone pero’ un corretto appoggio del piede e una efficace respirazione.

Molto spesso questo sistema e’ in crisi perche’ il piede non funziona come dovrebbe a causa di una alterazione della struttura o del meccanismo biomeccanico. Un meccanismo raffinato e complesso che  puo’ non funzionare perfettamente quando ci troviamo difronte ad alterazioni dell’appoggio gia’ presente alla nascita oppure secondario a traumi o malattie degenerative come l’artrite insorta in eta’ avanzata.

Oggi grazie anche alle nuove tecnologie diagnostiche che permettono con estrema precisione di valutare la funzionalita’   del piede e’ possibile avere una immagine statica e dinamica dell’appoggio e quindi la possibilita’ di apportare quelle correzioni che oltre a riequilibrare la postura migliorano  il ritorno veno-linfatico.

Le correzioni piu’ semplici sono rappresentate da plantari che possono essere realizzati, oggi, con materiali tecnologicamente avanzati e che si adattano alle situazioni piu’ complesse e, nei casi piu’ gravi, ad interventi chirugici mininvasivi  che tendono a riportare il piede ad un appoggio corretto. 

La correzione dell’alluce valgo, intervento sempre piu’ frequente non rappresenta solamente un miglioramento estetico ma tende a riportare il piede ad una funzionalita’ che incide positivamente sul sistema posturale e sul circolo veno-linfatico.

La dimostrazione che l’efficienza del piede e’ fondamentale per il benessere delle gambe e’ data  dalla evidenza che quanti svolgono un lavoro prevalentemente immobili in posizione ortostatica ( farmacisti, chirurghi, dentisti, baristi etc. ) a sera presentano le gambe e le caviglie gonfie e per prevenire l’edema devono indossare calze elastiche.

Ed ancora sono gli anziani che camminando poco e respirando male tendono a gonfiare le gambe.

L’edema delle gambe e dei piedi e’ strettamente legato al ristagno ( stasi ) del sangue e della linfa e non rappresenta solo un problema estetico ma il gonfiore puo’ determinare microlesioni della pelle con frequente fuoriuscita di linfa e penetrazione di batteri in profondita’ che possono determinare delle infezioni  che tendono a diventare poi ricorrenti.

Nasce di qui l’importanza di un approccio multidisciplinare, e quindi di una sinergia tra flebologo, posturologo e ortopedico. Un lavoro di squadra che si rivela essenziale sia per prevenire che per trattare condizioni miste di insufficienza venosa e di alterazioni posturali che possono accentuare problemi di vene varicose o di ulcere.

Il legame tra malappoggio , insufficienza venosa , ulcere e’ ormai accertato da molti studi.

La percentuale di recidive ulcerose in pazienti con alterazioni dell’appoggio e’ molto piu’ alta rispetto al campione normale ( 60% ).

Anche se esiste una predisposizione genetica alla costituzione della debolezza delle pareti venose, sono molti i fattori di rischio che possono portare a questa patologia. Le più colpite sono le donne, ma anche gli uomini posso soffrirne, soprattutto se trascorrono ore seduti alla scrivania. Le vene, diversamente dalle arterie, non posseggono uno strato muscolare molto sviluppato, quindi la vena si dilata quando la parete tende a rilasciarsi, a causa di una quantità di sangue superiore alla norma, oppure per un suo rallentamento. Questo processo può essere contrastato dai muscoli che circondano la vena, ma se la loro spinta è insufficiente allora la dilatazione può divenire costante.

Tornando allo stretto legame che c’è tra questi problemi e la posture, va detto che molto spesso nelle ulcere flebostatiche si nota una condizione di cattivo appoggio plantare determinata da un piattismo, da equinismo, alluce valgo o altre malformazioni del piede. Ma, ad ogni modo, per ciascun problema esiste una soluzione. Oggi, infatti, si può intervenire in modo poco invasivo per correggere un difetto venoso che può determinare stasi; e contemporaneamente, grazie alla collaborazione con il posturologo, si può migliorare la funzione di pompa del piede.

Infine, da non trascurare assolutamente il fattore peso, che agisce sia sul fronte della stasi veno-linfatica sia a livello delle articolazioni, contribuendo a ridurne la funzionalità delle vene danneggiandole precocemente. 

 

 

 

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